GRAY | INEDITI

La quinta stanza

L’ultima stanza della galleria raccoglie i lavori inediti delle tre artiste. 

CONCLUSIONI

Sicuramente il contesto dell’emergenza Coronavirus SARS-CoV-2 ha funzionato da epicentro creativo per la realizzazione di questa mostra nella sua estemporanea e inedita versione on-line. Sta di fatto che, al dì là della situazione contingente, accomunate dall’interesse a sviluppare le proprie ricerche reinventando ogni volta mezzi e modalità d’uso del video, Francesca Fini, Francesca Leoni e Francesca Lolli producono originali declinazioni che ci fanno percepire questo mezzo come una delle più vitali e innovative forme dell’arte contemporanea.

ISTRUZIONI


> Ascolta l'audioguida prima di visitare la mostra.

> Prima di cliccare le immagini per lanciare i video, ricordati di mettere in pausa l'audioguida.

> Regola bene il volume dei video, utilizzando la slide del volume della finestra pop-up.

FRANCESCA FINI | SELF-DEFENSE
4.43 minuti, 2019


Il video ruota intorno ad un oggetto: una pistola realizzata facendo ghiacciare in un calco di lattice il sangue dell’artista. Questa pistola di ghiaccio sanguinante diventa l’oggetto feticcio di una performance che ha al centro un corpo femminile. Un corpo che raccoglie e rielabora ironicamente le suggestioni e le immagine dei porno, dei film d’azione, dei poster pubblicitari, in un crescendo di visceralità, volgarità, bellezza feroce, di bianco accecante e rosso che brucia come acido negli occhi.

FRANCESCA LEONI | MEMINI

3.54 minuti, 2019

In questo video l'artista muove dall’interrogativo seguente: cosa rimane nell'adulto che siamo del bambino che siamo stati? Una seconda performance sul tema della memoria. Questa volta intesa come ricerca di spazi della mente dimenticati, ripercorsi e rimasti vuoti. Ancora una volta la presenza, come cornice, di un luogo abbandonato. Un asilo dismesso, che emana attraverso le sue stanze i fantasmi dei bambini che lo hanno vissuto. 

FRANCESCA LOLLI | HR+

5 minuti, 2020

Sulla base dei recettori, i carcinomi invasivi sono definiti HR positivi (da hormone receptors) se possiedono molti recettori per gli ormoni femminili - e possono essere estrogeno-positivi (ER +) e progesterone-positivi (PR+). Nel complesso, sono ormono-responsivi circa il 70% dei casi di tumore al seno. Questo fa si che una delle terapie sia quella ormonale, piena di effetti collaterali. Di alcuni di questi effetti (soprattutto quelli inerenti alla sfera sessuale) non se ne parla o se ne parla poco: circa una donna su quattro con tumore al seno non è ancora in menopausa al momento della diagnosi. «Il 62 per cento delle pazienti in età fertile al momento dell’intervento lamenta netto calo del desiderio sessuale, ferita dell’immagine di sé (per l’intervento al seno che fa sentire la donna spesso sminuita nella sua bellezza e desiderabilità), comparsa di linfedema e di progressive limitazioni funzionali, presenza di gravi sintomi menopausali, difficoltà di lubrificazione con secchezza vaginale e dolore ai rapporti, difficoltà o impossibilità all’orgasmo per il dolore, insoddisfazione sessuale – dice Brandes -. Le interessate spesso però tacciono per pudore. È necessaria una maggiore disponibilità dei medici a parlare anche di sessualità con le pazienti: è infatti stato documentato che solo il 15% tra le donne operate al seno riesce ad affrontare i problemi sessuali con il proprio medico e il 62% ne parla apertamente con il compagno.

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